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Una macabra farsa

sábado 14 de agosto de 2010, por Agapito Robles, Agapito Robles

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Che gli organismi internazionali preposti al mantenimento della pace del mondo non
fossero efficenti non è mai stato un mistero per tutti coloro che, sintonizzando i loro
televisori sui notiziari di qualsiasi canale, si sono resi conto che il pianeta non ha
mai cessato di essere in guerra. Ma a volte, questi organismi sembrano prendersi gioco
sfacciatamente dei propositi per i quali sono stati costruiti, e in questo modo, delle
stess vite umane che a migliaia vengono distrutte ogni anno da chi usa la forza per
usurpare diritti altrui e imporre i propri interessi.

Che lo stato di Israele sia uno di costoro, pochi possono ancora averne dubbi. Nonostante
le accuse di antisemitismo piovano addosso sistematicamente e inevitabilmente a chi
osserva stupito e denuncia le reiterate violazioni da esso commesse ai danni del popolo
palestinese, ignorando un numero imprecisato di risoluzioni dettate dal più importante
degli organismi internazionali a cui facciamo riferimento, contro i più banali principi
di rispetto per i diritti umani, e contro ogni forma di sovranità nazionale dei paesi che
lo circondano.

Ma situazioni simili si presentano in tutto il mondo. In particolare qualche migliaio di
chilometri ad occidente di Israele e di quella terra di Palstina, esiste un’altra terra
insanguinata, la Colombia.

La Colombia ha appena vissuto 8 degli anni più terribili della sua triste storia. Sotto
un presidente accusato di essere un narcotrafficante sono successe molte cose sgradevoli,
che alcuni considererebbero vere e prorpie azioni criminali. Per lo meno 2000 innocenti
sono stati assassinati dalle truppe del governo, esecuzioni sommarie che avevano
l’obiettivo di fare passare sfortunati cittadini come pericolosi terroristi abattuti in
combattimento; l’intero apparato di intelligenza civile dello stato, agli ordini di
questo personaggio sedicente presidente era incaricato di atti criminosi dentro e fuori
dei confini patri, tra i quali risaltiamo la persecuzione, il sabotaggio, la diffamazione
di oppositori politici. Durante il suo mandato questo soggetto ha avuto anche la
brillante idea di bombardare il paese vicino, perdonare crimini a pluriomicidi che
farebbero impallidire i militari argentini, corrompere congressisti, distorcere la
costituzione e tante altre simpatiche iniziative.

Ma fino a qui nessuno si può scandalizzare, trattasi la Colombia del paese che si
identifica con Macondo, luogo pittoresco e tragico descritto dal genio di Gabriel Gercia
Marquez.

Poi d’improvviso, qualche migliaio di chilometri a est succede qualcosa. Lo stato di
Israele eccede, forse una volta di troppo, guadagnandisi l’ostilità del mondo intero,e
fucila una manciata di pacifisti che in missione internazionale e umanitaria,
pretendevano portare aiuti al popolo palestinese sofferente in quel girone infernale che
si conosce come striscia di Gaza.

Arriva allora quella organizzazione internazionale che, fondata dopo gli orrori della
seconda guerra mondiale, è investita del difficilissimo ruolo di ripristinare la
guistizia là dove essa venga calpestata.

E cosa fanno le Nazioni Unite? Nominano una commissione d’inchiesta per investigare gli
avvenimenti che hanno portato i corpi speciali israeliani ad assassinare quel manipolo di
pacifisti. Primo passo verso la giustizia. Un atto dovuto, dal suo stesso mandato.
Qualcuno storce il naso, certo, si tratta di coloro che ricordano che il paese in
questione si è, nel corso degli anni, sistematicamente burlato delle risoluzioni ONU.

Ma il dubbio diventa rapidamente macabra farsa, una commedia per nulla divertente
essendoci di mezzo uomini e donne che hanno perso i propri diritti, quando non la loro
stessa vita. L’Organizzazione delle Nazioni Unite nomina vicepresidente di questa
commissione, ultima istanza di verità e giustizia, proprio a quel presidente colombiano
uscente, il criminale di cui vi abbiamo parlato, il signor Alvaro Uribe Velez.

Quale lezione resta per le generazioni future, a coloro che verranno, a quei popoli che
guardano a queste istituzioni internazionali come ultima possibilità di salvezza e di
suprema giustizia? Una sola lezione, carica di conseguenze: guardate da un’altra parte.